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Con la sua arte salvò gli orfani dai nazisti

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Marcel Marceau, re del mimo, eroe dei bambini

31-01-2019 | Nicole Ferrero

Una storia che ha dell'incredibile, quella dell'attore e mimo Marcel Marceau. Conosciuto in tutto il mondo come il re del mimo e "l'erede di Chaplin - Charlot", l'iconico vagabondo del cinema muto. Un artista senza tempo, che ha dedicato la vita e la sua carrera "all'arte del silenzio": così il grande mimo francese definì la sua straordinaria capacità di esprimere, senza l’ausilio della parola, quella che è la poesia della vita. Bip il Clown, il personaggio che lo ha reso famoso, era una maschera nel contempo comica e tragica, due lati molto presenti anche nella realtà umana.

Il re del mimo, con le sue doti artistiche incentrate sull’illusione del gesto che fa vedere l’invisibile, è ancora oggi, una grande fonte d'ispirazione per gli artisti che praticano l'arte del mimo e il teatro di strada. Non solo un'icona del teatro senza parola, ma anche un eroe

Prima della fama conclamata, prima del suo debutto cinematografico e prima ancora di dedicare la sua vita all'arte, Marcel Marceau si chiamava Marcel Mongel e proveniva da una famiglia ebraica francese. Durante l'occupazione nazista i tedeschi presero suo padre, che venne deportato e ucciso ad Auschwitz. Marcel, si distinse, nella sua vita, non solo come artista, ma anche come membro attivo della Resistenza francese.

Proprio attraverso l'arte del mimo, la creazione di pantomime e la sua capacità di rendere "visibile" l'invisibile, Marcel riuscì a salvare dalla deportazione nei campi di sterminio molti bambini ebrei rimasti orfani. Per portarli via, diretti in Svizzera, al sicuro, il mimo li fece vestire da campeggiatori, convincendoli che li avrebbe portati in vacanza. Durante il viaggio, per placare gli animi e intrattenere i bambini, Marcel utilizzò proprio le sue capacità artistiche. 

Un aneddoto che sembra una fiaba, ma che è stato confermato dallo stesso artista nel 2001, durante il discorso di accettazione della Medaglia Wallenberg per la filantropia.

Un'idea eccezionale, dove il gioco prevale sulla guerra e sulla morte, le risate dei bambini sopra il suono delle bombe, una "performance artistica", che in realtà ha salvato la vita a moltissimi bambini. 

Tanto di cappello per un grande uomo, prima che un grande artista. 

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