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Io ballo da sola. (Ma insieme a tutti voi)

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Elogio per Anna, la “prima ballerina” di Torino.

11-10-2018 | Nicole Ferrero

Io ballo da sola. Io ballo per restare allegra, ballo per dimenticare, ballo per nascondere i pensieri e ballo per ricordare. Seguo la strada della melodia, ovunque ci siano delle note ci sonoanche io… danzo per stare bene, danzo per fare bene. E sono vigile, anche se non tutti lo sanno. Io sono attenta, ho un’anima fragile, ho un cuore pieno di parole dentro di me. Le esprimo con il corpo, con lo sguardo, coi sorrisi e con i baci. Le parole, io, le esprimo con un twist.

Ho sempre pensato che Anna, tra un balletto per le strade del balon e una danza in capo al corteo studentesco, sentisse queste parole risuonare dentro di lei.

Il nostro blog parla di “cose buone” che accadono, circoli virtuosi, cose belle che rendono migliori le città e gli spazi pubblici, attraverso la volontà dei cittadini, la voglia delle persone di far del bene. Su Buona Strada si parla di come l’arte cambia in meglio i luoghi, di inclusione, di comunità… e per me, che sono torinese, il nostro blog oggi deve parlare di Anna.
Perché vi chiederete? Perché questa cittadina, venuta da poco a mancare, incarnava lo spirito della Buona strada: era libera espressione allo stato puro! Andava fuori dagli schemi, a volte qualcuno la scherniva (ingiustamente!), ma era capace di suscitare emozioni... semplicemente essendo sé stessa, solo ballando. E ora che non c’è più, tutta la città sente la sua mancanza.

Anna era una figura conosciuta da moltissimi torinesi: una signora che indossava abiti colorati, a volte orecchie a forma di gattino, altre volte antenne, altre volte ancora solo abiti sovrapposti uno sull’altro, per non prendere freddo durante le lunghe giornate a gironzolare per le strade.
Anna parlava attraverso la danza, a ritmo di folclore, sorpresa, risate e applausi. Qualunque fosse la situazione, Anna ballava. Ballava di fronte al Comune, nelle vie dello shopping, nel quartiere di Porta Palazzo. Anna danzava con tutti i tipi di musica, che fossero note provenienti dal sax di un artista di strada, ritmi afro dei bonghi suonati per le viette del Balon o musica a tutto volume sparata dalle casse di un camioncino, durante i cortei per i diritti dei lavoratori.

Se c’era la musica Anna era lì. Una donna dall’anima buona, che sorrideva alla vita nonostante tutto e che ha regalato momenti di allegria e ilarità ai fortunati che sono riusciti ad incontrarla. Un esempio poetico di come l’arte e la musica possano alleviare la solitudine e la sofferenza. Anna non ballava da sola, ma con tutta la cittàun brindisi ad Annina dunque: la “prima ballerina” di Torino, che come palcoscenico usava il bugnato del centro storico della città, come riflettori la luce del sole e come sipario le Porte Palatine.

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