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Uni-versi, sguardi e parole: la lettrice Vis à Vis

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Storie (incantate) da marciapiede

04-10-2018 | Ginevra Sofia Avella - Nicole Ferrero

Non ci si conosce. Non ci si conosce, tra "sconosciuti". Non ci si conosce bene con noi stessi. Non c'è troppo interesse, oggi, nello spendere un pò del proprio tempo per dedicarsi a parlare con qualcuno, a conoscere le opinioni altrui, a riflettere sul proprio io. Si cammina per la strada, spesso indifferenti agli stimoli esterni, concentrati nel proprio oceano di pensieri. 

Passeggiando per le vie di Torino, ci si può imbattere in un quadro molto particolare: una donna, elegante e con abiti che richiamano un'atmosfera vintage, in stile parigino. La donna è seduta accanto ad una bicicletta e intorno a lei si intravede una scatola colma di bigliettini, circondata da libri, come una piccola libreria portatile. Vargas Llosa, Aciman e Szymborska: alcuni tra i più grandi autori della letteratura mondiale riuniti "sui marciapiedi di Torino".

Spesso questa scena, come tratta da un romanzo, si può osservare camminando in piazza Carignano, piccolo gioiello torinese, che all'occorrenza, grazie alla magia dell'arte di strada della lettrice "Vis à Vis", Chiara Trevisan, si trasforma in un salotto: intimo, personale, accogliente. Sotto gli occhi dei passanti.

Per rompere le barriere dell'indifferenza quotidiana, Chiara ha scelto di unire letteratura e recitazione.
Lasciando scegliere casualmente cinque frasi dai biglietti contenuti nella scatola, la lettrice evoca un piccolo microuniverso portatile, a misura di libro.
Sfogliando fra le pagine dei volumi piene di post-it, in base alle parole scelte dai passanti, Chiara improvvisa la lettura di una poesia o di un paragrafo tratto da un romanzo.

Qualcuno si ferma, interrompendo la monotonia della routine per ascoltare, imparare, dare consigli o, persino, per avanzare una proposta di matrimonio, come racconta la lettrice di strada in un'intervista al Corriere.

La lettrice riesce, attraverso le parole e l'inclusione dei passanti casuali, a mettere in scena il grande spettacolo dell'umanità pura e semplice, ad altezza di "marciapiede".
Con il suo lavoro crea legami con gli sconosciuti, incantati dalla magia e dal "potere comunicativo" della letteratura e della voce.
Un'arte che spezza il silenzio e l'indifferenza, che crea chimica, connessioni di sguardi e di molecole. Un'arte sottile, capace di entrare in profondità nell'animo umano: vite che si incrociano, che deviano e riprendono il loro cammino, arricchite da qualche verso in più, per tornare a tuffarsi nel mare umano della città.

Non ci resta che passare a trovare Chiara, per provare in prima persona la forte connessione che la lettrice riesce ad instaurare con chi si ferma a "farsi raccontare" una delle sue pagine. L'aspettativa è quella di abbandonare un pò le nostre barriere, lasciarsi conoscere, farsi leggere - qualche frase, o il proprio io - e magari conoscerci un pò meglio di prima.  

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