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Connessioni Tour - la conclusione di un viaggio, l'inizio di un percorso

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Epilogo

16-08-2018 | Francesca Merurio

17 giorni, 7 ragazzi, 4 regioni, 12 città, ecco gli ingredienti per Connessioni Tour, la trasferta all’insegna dell’arte di strada organizzata da Fran e i Pensieri Molesti, gruppo indie di Torino, con la partnership di: FNAS, Buona Strada, Hiroshima Mon Amour, Cap10100, Pop, Flowers Festival, Reset Festival e Urban The Best.

L’idea di partenza era quella di creare una rete fatta di persone, opinioni, condivisione e musica.

Potete scoprire di più sul progetto in un articolo che è uscito su Buona Strada qualche settimana fa (clicca qui).

Il concetto stesso di connessione, presuppone l’interazione tra due o più parti, allo scopo di unirsi per un lasso di tempo più o meno breve.

In ogni città in cui Fran e i Pensieri Molesti hanno suonato, hanno cercato di creare un ponte tra la musica e il pubblico, tra individui e istituzioni.

Sono partiti con un furgone alla volta dell’Umbria, tappa principale: Perugia. La città, che ha da poco ospitato l’Umbria Jazz, si è rivelata una delle più positive per la band.

Una sera, durante la loro consueta esibizione, hanno visto passare una coppia di vigili che si è fermata a parlare con un membro dello staff: Non si capisce bene il perchè, ma, pur essendo sicuri della propria totale legalità, avendo letto i regolamenti e rispettato ogni cavillo, la divisa può incutere timore.

I ragazzi hanno continuano a suonare, i vigili se ne sono andati e, dopo poco, sono tornati con un dono: un gelato per il gruppo, misto a tanti complimenti.

Episodi simili sono successi un po’ per tutta la durata del viaggio: bottiglie d’acqua, caramelle, fiori e molti altri oggetti sono stati messi nel cappello.

Una delle peculiarità di questo tour e del relativo progetto, finalizzato a "saperne di più sull'arte in strada, guardata dai diversi punti di vista", sono state le interviste che lo staff di Fran e i Pensieri Molesti ha fatto ai passanti.

Le domande erano abbastanza semplici: Cosa ne pensa dell’arte in strada? Nella sua città si pratica molta arte in strada? Lei si ferma ad ascoltare e offre una donazione spontanea agli artisti? Un punto di vista interessante, sul quale, anche attraverso altri progetti Fnas, si potranno sviluppare delle discussioni.

Le risposte sono state eterogenee e variopinte, e spesso ha fatto capolino una grande contraddizione. Il 100% degli intervistati ha dichiarato di apprezzare molto l’arte di strada e di ammirare gli artisti che decidono di cimentarsi in quest’attività, ma oltre il 70% degli intervistati ha detto che non lascia un’offerta spontanea nel cappello poiché sembra quasi di offendere la gratuità dell’arte e la performance dell’artista.

Personaggi bizzarri hanno fatto capolino durante tutto il tour e, i musicisti, non se ne sono fatti scappare nemmeno uno. E’ il caso di Perugia dove, lo staff, ha intervistato, tra le altre persone, un anziano signore, con una barba lunghissima e gli occhi buoni. Viene dalla Romania ed è il più anziano musicista di strada di Perugia. Nell’intervista, alla domanda: - “Qualcuno le lascia qualche donazione?” - lui ha risposto: - “Quando finisco di suonare, vado con il cappello. Se mi danno qualcosa, ringrazio. Se non mi danno niente, ringrazio lo stesso.” - concludendo la sua intervista con un sorriso. L'importante è proprio esercitare la propria arte, scatenare sorrisi, entrare in contatto: "Connettersi".

Ma il tour non finisce qui: il gruppo sta già organizzando alcune serate per parlare dell’esperienza, per confrontarsi e donare quanto appreso per strada.

Sono tornati stanchi, ma felici e con molta consapevolezza in più, in primis, quella che la strada, sa donare gratuitamente esperienze di vita indelebili.


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